Light and DayLight

Una delle variabili più importanti quando si parla di fotografia è  quella della luce. I fotografi professionisti normalmente lavorando in studio riproducono le condizioni ottimali di ripresa utilizzando faretti e diffusori. Gli amatori, o professionisti specializzati in  fotografia in Daylight devono necessariamente fare i conti con la luce dell’ambiente esterno. E’ importante quindi imparare ad utilizzare la luce del sole a proprio favore  per ottenere quindi degli scatti efficenti  e che trasmettano effettivamente qualcosa.  Come? Innanzitutto prendendo coscienza del fatto che gli effetti che otteniamo scattando una foto alle 14:00 del pomeriggio sono totalmente differenti dagli effetti che possiamo ottenere scattando la stessa foto allo stesso soggetto magari intorno alle 18:00  che sono ancora differenti rispetto a quelli che possiamo ottenere alle 8 del mattino. Ciò che cambia sono i colori che la luce ci offre (dal rosso al bianco per poi passare all’arancione-rosso nero), la quantità di ombra che invade la nostra foto, e di conseguenza la quantità di luce a disposizione del nostro obiettivo.

L’ombra è un elemento importantissimo specialmente quando si parla di fotografia b&w (black & white),  in cui può effettivamente diventare l’unico elemento caratterizzante dell’immagine. Bisogna quindi trovare il giusto compromesso, ricordandosi che il troppo storpia, e troppo poco rischia di non incidere l’immagine come vorremmo. Il trucco sta nel trattare l’ombra come il soggetto principale dell’immagine, stando molto attenti a com’è posizionata e quali parti oscura della nostra ripresa.

Parlando di luce non può mancare un riferimento al riflesso, elemento fondamentale di ripresa in paesaggi che hanno un minimo di spettro acquoso. Sfruttando questo effetto è importantissimo tenere in considerazione l’ora di ripresa dell’immagine, in quanto il riflesso è dipendente dal colore della luce che illumina il nostro soggetto.

Puntando invece il proprio obiettivo contro il sole, si fa quello che di norma viene considerato molto pericoloso, ossia il Controluce. E’ errato considerarlo in partenza un errore, è necessario però conoscere molto bene le reazioni della nostra macchina fotografica in queste condizioni di luci per poterle usare a nostro favore.

Qui potrete trovare qualche scatto di esempio in daylight che ho ripreso in prima persona a Torino, in cui non ho avuto la necessità di usare software di fotoritocco.

Windows 7 Si o No?

Chiarito cos’è un Sistema Operativo nel precedente post possiamo addentrarci a parlare del tanto atteso e discusso Windows 7.  Appartenente alla famiglia di Windows NT molti l’hanno classificato come Vista bis.

Personalmente lo classifico come un ibrido tra Windows XP e Windows Vista che cerca di prendere il meglio da entrambi i Sistemi Operativi. Un interfaccia grafica mozzafiato accompagnata da una leggerezza e stabilità che lo classifica sicuramente tra i migliori SO prodotti da MS.

Sicuramente da qui alla perfezione c’è ancora da lavorare, ma siamo già ad un ottimo punto. Anche se certe esperienze come i driver della scheda audio che grattano in fase di esecuzione, o la perdita del tasto di regolazione della luminosità dello schermo dovuta all’incompatibilità dei driver (per vista) della scheda video, o ancora i driver di alcune schede TV assolutamente incompatibili che ne rendono impossibile l’uso, o altri programmi che anche se lanciati in modalità compatibilità hanno problemi a girare correttamente non danno l’esperienza utente che mi sarei aspettato.

In fase di Installazione mi sarei aspettato la richiesta immediata della key per poi proseguire nell’installazione, invece la Key viene richiesta alla fine della procedura, dopo l’installazione, e dopo sopratutto aver già formattato il sistema operativo precedente, quando è già quindi troppo tardi per poter tornare indietro. Se per qualche motivo infatti la Key non venisse riconosciuta non basterebbe annullare l’installazione, ma bisognerebbe o reinstallare il sistema operativo precedente, o trovare immediatamente una key valida. Una nota di merito va comunque alla procedura d’installazione, che è più autonoma di quelle delle precedenti versioni, e sopratutto più veloce, fattore molto importante quando si devono installare molti sistemi operativi.

I limiti hardware per poter usare la XP Mode (richiede tecnologia VT che è facilmente reperibile su AMD, ma di difficile reperibilità su tutte le fasce Intel per dubbia scelta aziendale [Fonte]) ne danno l’accesso a veramente pochi eletti, e penso che questo sia un po’ un grosso limite per Windows 7 visto che la macchina virtuale integrata è una delle grosse novità introdotte. Purtroppo questo va a legarsi alle filosofie per cui oltre al software bisogna far vendere anche l’hardware e di conseguenza innovazioni di questo peso vanno apportartate al software. Il problema sarà che il tempo che le aziende, e la maggior parte dell’ utenza aggiornerà il proprio hardware in modo da supportare la XPMode a quel punto non avranno più necessità di Virtualizzare XP perchè sarà semplicemente superato.

Le versioni che verranno commercializzate dal 22 di ottobre le potete trovare a questo Indirizzo. personalmente se dovessi acquistare una versione comprerei la professional visto la inettitudine della differenza di prezzo rispetto alla home premium e alla moltitudine di pacchetti che da in più. Eviterei comunque di installare la Ultimate vista l’inutilità (per un uso comune) del pacchetto di Criptazione e del multilanguage e ancor meno ne eviterei l’acquisto visto l’aumento di prezzo a parer mio sproporzionato rispetto la Professional.

Nella versione professional i giochi di sistema sono semplicemente da abilitare a questo Indirizzo trovate una guida creata per Windows Vista Business ma valida anche per 7Prof

Tirando le redini della questione: Windows 7 è un ottimo sistema operativo, ma che deve ancora maturare, ma non tanto lui, quanto l’ambiente che lo circonda, è avanti giustamente un passo rispetto al resto, nel pieno della filosofia MS per cui un sistema operativo deve perdurare nel tempo. Sono convinto che tempo un paio d’anni molti si scorderanno Windows Vista com’è successo per ME, e tempo di un Lustro Windows XP sarà ricordato ora come il Windows 98 della situazione all’uscita di Windows XP.

Che cos'è un sistema operativo?

“Mamma mamma è uscito 7″

“E che è una malattia?”

“Ma no mamma è il nuovo sistema operativo della Microsoft”

“Ma Fabri  tu sei malato, lo sai che per me parli arabo!”

Questa è la discussione classica da cui esco ogni volta che parlo con mia mamma d’Informatica. Questo post è per chi avrebbe risposto all’ affermazione esattamente come mia mamma.

Prima di definire cos’è un sistema operativo, bisogna anticipare la parola chiave  che domina l’informatica moderna ossia l’ ASTRAZIONE. L’astrazione è un concetto che si può paragonare alla ristrutturazione di un tetto di una casa,  se abbiamo un tetto piuttosto fatiscente, ma le mura di casa nostra sono ancora tutte piuttoste solide, difficilmente ci verrà in mente di abbattere l’intera casa per rifare il solo tetto.  Esattamente allo stesso modo, l’informatica si è costruita prima le fondamenta, e poi mattone dopo mattone la casa, ed ad oggi con abbastanza frequenza, tende a modificare solo parti di questa lasciando integre le altre. In pratica tutto è diviso in livelli, che lavorano gli uni internamente indipendentemente dagli altri, ma globalmente legati tra di loro.

Nei vari livelli d’astrazione, al livello più basso troviamo l’hardware, e per hardware intendo non solo quella scatola di ferro/alluminio che sta vicino a voi se avete un computer fisso, o quello che sta sotto la vostra tastiera se state leggendo da un portatile, ma in realtà tutto ciò che potete toccare con mano e fisicamente. Dalla Tastiera al mouse, al Processore, al Monitor.

Sopra all’hardware sulla scala dell’astrazione troviamo il software (tutto quello che non è hardware e che quindi non si può fisicamente toccare), che a sua volta è suddiviso in ulteriori livelli d’astrazione.

Tra i primi livelli d’astrazione del software troviamo finalmente il Sistema Operativo (SO), che si occupa di astrarre il codice binario in qualcosa di più user friendly, regalando all’utente quella che in termine tecnico viene definita GUI Graphic User Interface, cioè un interfaccia grafica  per l’utente, un qualcosa che appare a monitor che dia un senso al codice binario emesso dal vostro hardware. Il sistema operativo in  parole povere è il software che si preoccupa di  frapporsi tra voi e il vostro hardware, permettendovi ad esempio di leggere questo post.

Spesso quando mi capita di fare assistenza telefonica a persone non molto esperte, alla domanda “Che sistema Operativo hai”  le persone si trovano un po a disagio nel rispondere alla domanda, e in tal caso la domanda successiva che pongo è “Che windows hai?” e normalmente le persone a quel punto sanno rispondere al 99%.

Per molti Windows è sinonimo di SO, anche se effettivamente non è così, Windows è sicuramente il più diffuso e forse il più semplice da utilizzare, ma in realtà sul mercato sono presenti altri SO a partire dal diretto concorrente di  Windows ossia Linux. Linux è un prodotto nato nelle università e che ruba costantemente fette di mercato a Windows, grazie anche alla sua principale caratteristica che lo contraddistingue da Windows ossia che è OpenSource e quindi normalmente tranne in alcuni casi gratuito.  Con questo non voglio dire che Linux è un Windows gratuito sia chiaro, anche perchè altrimenti Windows non avrebbe avuto il successo che di fatto ha, voglio solo dire che Windows non è sinonimo di Sistema Operativo.

Alla parola Linux vedrete spesso abbinata la parola chiave  Distro, infatti Linux non è rappresentata da un’unica serie di prodotti com’è Windows per la Microsoft, ma in realtà ci sono diverse organizzazioni che lavorano a distribuzioni diverse di Linux come Ubuntu, Kubuntu, CentOS, Fedora, OpenSuse, RedHat e molte altre ancora tra cui da non molto anche MAC OS il sistema operativo di casa Apple, che ha acquisito come cuore Unix ossia il cuore di tutte le distribuzioni di Linux.

Windows invece è di sicuro perlomeno qui in Italia il sistema operativo più diffuso, ed è il sistama operativo a cui chiunque si avvicini all’informatica il primo o poi ha a che fare. Tra le versioni più famose ricordiamo Windows 95, Windows 98, Windows ME, Windows 2000, Windows XP, Windows Vista, Windows 7. Il nome dell’ultimo SO non è casuale ed è infatti il Settimo Sistema Operativo con interfaccia grafica sfornato da Redmond. Nel prossimo post avremo maggiori possibilità di approfondire il discorso su Windows, e di parlare un po’ più nello specifico e per alcuni in preview del tanto atteso Windows 7 nella speranza che fino ad allora mia mamma mi creda un po’ meno malato.

Playing with RAW

In questo Album ho cercato di portavi ad esempio, il risultato di alcune immagini che ho elaborato personalmente a mano (da perfetto inesperto) utilizzando il formato RAW  e Camera RAW della Suite di Adobe Photoshop.

Il Raw è l’unico formato digitale, equiparabile al negativo della macchina fotografica a rullino.

Per intenderci, prima dell’avvento della macchina fotografica digitale, se eravate intenzionati a duplicarvi la vostra foto eravate costretti a portare dal fotografo i negativi  dei provini o della stampa delle vostre foto.

Bene i negativi, di fatto erano un elaborazione diretta, all’ inizio fatta a mano, del vostro rullino. Durante la fase di sviluppo, il vostro fotografo in camera oscura, prima tirava fuori il negativo dal rullino, e poi con una serie di passaggi negli acidi (il tutto nella più completa oscurità) sviluppava il vostro negativo, decidendo al posto vostro una serie di parametri regolabili ulteriormente in fase di sviluppo come la luminosità, il contrasto e molto altro ancora contemporaneamente al fissaggio sulla carta fotografica.

Impostando il salvataggio delle immagini  della vostra macchina fotografica Reflex o Bridge (solamente se l’avete acquistata da poco), in formato RAW o Raw + JPG, otterete  questo particolare tipo di formato che vi permetterà di fare delle modifiche sull’immagine con un miglioramento pari al 45%.

Ogni macchina fotografica possiede un proprio formato Raw proprietario, per questo è importante mantenere sempre aggiornata la libreria di CameraRar (è da sottolineare comunque che il raw si sta pian piano standardizzando verso il dng Digital Negative). Il raw di fatto non è un immagine ( e tecnicamente neanche un formato, ma una classe di formati), ma è una raccolta di bit di composizione di quell’ immagine, infatti anche camera raw, lavora utilizzando dei preview in jpg di quell’immagine.

Qualsiasi fotografo professionale, sfrutta questa enorme possibilità datagli dalla tecnologia, e vorrei sottolineare che usufruire di cameraRaw non equivale per nessuna ragione a Trassare sul risultato finale dell’ immagine, ma serve semplicemente a migliorarne la sua qualità. E’ normale in fase di scatto non notare alcuni particolari nell’immagine, che in fase di sviluppo invece divengono piuttosto evidenti. CameraRaw permette infatti di operare come in una vera e propria camera oscura, permette di rifinire i bordi dell’immagine, regolarne la luminosità, il contrasto la curva di colore il tutto senza perdita di qualità, come può invece accadere lavorando sull’immagine jpg con Photoshop.

Welcome..

Ciao a tutti! e Benvenuti nel mio nuovo Blog!  Uhm…per ora non c’è molto da dire anche perchè in realtà devo ancora sistemarlo per bene (io stesso devo ancora ambientarmi ;) )…Ma era triste lasciarlo così senza neanche un post-ino piccolo piccolo di benvenuto provvisorio… :)

Intanto provo a vedere come funziona l’upload delle immagini… :) Nel prossimo post magari vi spiegherò che cos’ha di tanto particolare questa immagine :)

Playing with Water